Crollato il ponte di Stavoli, ancora tre le frazioni isolate: “Rivissuto l’incubo del 2003”

Il Sindaco di Moggio: evitato il peggio grazie alle opere realizzate undici anni fa. La Regione corre ai ripari: metterà in campo 32 milioni per la tutela del territorio. 

Giancarlo Martina – Messaggero Veneto

MOGGIO UDINESE. «Sembrava d’essere tornati in piena alluvione del 2003 – commenta il sindaco, Giorgio Filaferro, ricordando l’esperienza vissuta mercoledì pomeriggio -: il torrente Aupa è tracimato fin sulla strada e se non ha fatto più danni è stato perchè in seguito all’alluvione del 2003 sono stati ricostruite le scogliere e sono stati fatti ponti a regola d’arte».

Filaferro, che ha coordinato gli interventi fin dal primo momento dell’emergenza, ha parole di elegio per i volontari della Protezione civile e dei pompieri. «Ha piovuto – spiega il sindaco – più di 150 millimetri in 12 ore e le conseguenze sono ora i gravi danni: oltre 2 milioni da prime stime affettuate durante il sopralluogo del mattino con la Protezione civile, i tecnici Burba e Nonino».

«Il danno più ingente è quello causato dalle acque dell’Aupa – aggiunge Filaferro – al ponte della strada comunale che da Moggio porta a Ovedasso. Nel 2003 il ponte aveva retto, ma questa volta, in seguito al cedimento della briglia a valle, ha ceduto un pilone e ora dovrà essere demolito e sostituito con nuovo manufatto». La frazione è dunque isolata dal versante di Moggio (comunque è raggiungibile dalla parte di Roveredo), ma è già stata individuata – annuncia il sindaco – la possibilità di realizzare un attraversamento provvisorio per evitare agli abitanti il giro lungo la statale e per Roveredo.

Tempestiva anche la Provincia, accorsa per liberare la strada della Val Aupa e così dal primo pomeriggio di ieri anche la località di Dordolla (dove è stato ripristinata la corrente elettrica) era raggiungibile. Purtroppo il sindaco è costretto a segnalare che sono ancora due le frazioni non raggiungibili a causa delle strade erose dalle acque. Sono Monticello, dove sono rimasti isolati 25 villeggianti e Gialloz, la cui strada è stata erosa per 25 metri circa. «Sono borghi in cui si arriva solo a piedi, ma la Protezione civile – precisa Filaferro – ha già predisposto il finanziamento per un intervento».

Da ricordare ancora che le acque hanno fatto crollare anche la passerella pedonale della frazione Stavoli. Dell’emergenza s’è occupato con tempestività anche l’assessore regionale alla Protezione civile, Paolo Panontin, che ha incontrato alcuni sindaci allo scopo di rassicurarli sugli interventi di ripristino per porre rimedio alle situazioni critiche e riportare quanto prima in sicurezza il territorio.

«I danni provocati da questa ultima ondata di maltempo confermano che il nostro è un territorio fragile. Negli anni si è fatta poca manutenzione. Per questo abbiamo deciso di intervenire con urgenza per porre rimedio al dissesto idrogeologico, mettendo in campo 32 milioni di euro».

Lo sottolinea la presidente della Regione, Debora Serracchiani, ricordando come a seguito della sua recente nomina a Commissario straordinario per la mitigazione del rischio idrogeologico, abbia già firmato una decina di decreti che consentono di avviare lavori di manutenzione sugli argini dei principali corsi d’acqua, in tutte e quattro le province. «Vogliamo rafforzare il territorio, fare adeguate opere di prevenzione per evitare che si verifichino fatti tragici, come quello accaduto nel Trevigiano pochi giorni fa», ha detto Serracchiani, indicando la volontà di intervenire anche «su un altro settore altrettanto fragile e delicato, quello della depurazione delle acque e degli impianti fognari, un tema in cui il Friuli Venezia Giulia è largamente deficitario e rispetto alla quale vi sono anche infrazioni europee».

Questa voce è stata pubblicata in EDICOLA, NOTIZIE DAL COMUNE e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento